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	<title>La Zisa</title>
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	<description>Un blog per chi ama i libri e desidera essere sempre informato sulle nuove pubblicazioni letterarie e gli eventi culturali in Italia e non solo.</description>
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		<title>I misfatti dell&#8217; “Inganno Padano”.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 11:07:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel saggio di Bonasera e Romano un&#8217;analisi delle contraddizioni del progetto leghista, che, sorto in nome della secessione e dell&#8217;indipendenza della fantomatica Padania, da anni si trova a guidare l&#8217;Italia unita di CARLO PICONE (CORRIERE DELL’IRPINIA, Domenica 28 novembre 2010) &#160; È una lettura quanto mai interessante quella di &#8220;Inganno padano&#8221;, sottotitolo: &#8220;La vera storia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=199&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Nel saggio di Bonasera e Romano un&#8217;analisi delle contraddizioni del progetto leghista, che, sorto in nome della secessione e dell&#8217;indipendenza della fantomatic</strong><strong>a Padania, da anni si trova a guidare l&#8217;Italia unita</strong></p>
<p style="text-align:justify;">di CARLO PICONE <em>(CORRIERE DELL’IRPINIA, Domenica 28 novembre 2010)</em></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2011/01/bonas_romano_inganno-padan.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-204" title="Bonas_Romano_Inganno-padan" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2011/01/bonas_romano_inganno-padan.jpg?w=106&#038;h=148" alt="" width="106" height="148" /></a>È una lettura quanto mai interessante quella di &#8220;Inganno padano&#8221;, sottotitolo: &#8220;La vera storia della Lega Nord&#8221;, il coraggioso pamphlet scritto dai giornalismi siciliani Fabio Bonasera e Davide  Romano, pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa (dal nome di uno storico palazzo del capoluogo isolano) e da qualche settimana in libreria.</p>
<p style="text-align:justify;">Un testo, redatto nello stile dei libri &#8211; inchiesta, che arriva in un momento cruciale della più recente storia apolitica italiana, di cui la Lega di Umberto Bossi è da un paio di decenni saldamente protagonista. Nelle vicinante all&#8217;ennesima crisi che scuote la compagine parlamentare repubblicana, pronta ad una più che provabile nuova chiamata alle urne, orse all&#8217;ennesimo &#8220;ribaltone&#8221;, stravolta guidato dai finiani di Futuro e Liberta, dopo che era stato proprio il Carroccio l&#8217;artefice della caduta per implosione del primo governo Berlusconi. A riprova di come sia in fondo vera la teoria dei corsi e rincorsi storici di vichiana memoria. Ebbene ora la sensazione dominante sia piuttosto di dèjà vu che del rincorrersi dei cicli della storia. Ed è un peccato che, nel dettagliato lavoro realizzato dai due autori, manchi il capitolo, restituitoci in questi giorni attraverso la trasmissione di Fazio e Saviano su Raitre &#8220;Vieni via con me&#8221;, riguardante i disdicevoli apporti affiorati tra politici &#8220;lumbard&#8221; ed esponenti della &#8216;ndrangheta calabrese, da aggiungere in appendice alla storia del movimento leghista raccolta nelle 176 pagine del libro. Ma c&#8217;è sempre tempo per interazioni ed ulteriori aggiornamenti. Per scrivere nuove puntate di una storia destinata a durare ancora a lungo, visto il profondo radicamento sul territorio che la Lega può vantare soprattutto nel Settentrione d&#8217;Italia. Del resto, lo stesso stile giornalistico del volume, che si avvale della preziosa prefazione di un maestro duale Furio Colombo, si presta ad una simile operazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fenomenologia del Carroccio </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Bonasera e Romano, uno attualmente direttore del mensile di  Patti (in provincia di Messina), &#8220;In Cam¬mino&#8221;, dopo essere stato redattore del &#8220;Corriere del Mezzogiorno&#8221;, ed in Veneto del &#8220;Corriere di Rovigo&#8221; e de &#8220;il Gazzettino&#8221; di Venezia; l&#8217;altro fondatore e direttore della rivista &#8220;Nuovo Mezzogiorno&#8221; e del periodico della Funzione Pubblica  Cgil Sicilia, &#8220;Forum 98&#8243;, oltre che autore di numerosi saggi; nel ripercorrere le origini e l&#8217;evoluzione storica del fenomeno Lega, hanno il merito di pose una lunga serie di dubbi e di rilievi critici sulla sua straordinaria fortuna, riuscendo a far calare più di un&#8217;ombra sull&#8217;inarrestabile serie di successi elettorali conseguiti, da quesito movimento di lotta e di governo, nei vari appuntamenti con le urne. Tali e quanti da far prevedere un sicuro incremento di voti anche in eventuali prossime elezioni anticipiate.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualcuno potrà obiettare che l&#8217;origina meridionale di Bonasera e Romano è sospetta di partigianeria, che le fonti di cui si sono serviti per il loro volume sono inficiate dall&#8217;astio personale covato dai transfughi del Carroccio, Fabrizio Comencini, Gianfranco Biolzi, Ettore Beggiato, in primis. Ma, poi, la lettura del loro dettagliatissimo lavoro sortisce l&#8217;effetto di convincere anche i più settici, inducendo ad approfondire ulteriormente i fatti ampiamente circostanzianti contenuti nel libro. Di una veridicità facilmente raccertabile e, in quasi tutti i casi, inequivocabile.</p>
<p style="text-align:justify;">I due autori provano a smontare e a demitizzare la creatura di Gianfranco Miglio e Umberto Bossi. E per farlo si affidano alle testimonianze di fuoriusciti, leghisti pentiti e critici nei confronti della struttura verticistica della formazione politica. Rivelatasi, secondo l&#8217;accurata ricostruzione contenuta nel volume, un colossale &#8220;inganno&#8221;, perché ben presto si è trasformata in un partito alla stregua degli altri, un partito come quelli che proprio i &#8220;lumbard&#8221; avevano duramente avversato come emblemi della Prima Repubblica e di &#8220;Roma ladrona&#8221;. Al tempo di Mani pulite, da cui, come è noto, la volgata fa risalire la nascita sia della Lega che di Forza Italia, in seguito al rovinoso sfascio e all&#8217;ingloriosa fine dei raggruppamenti politici tradizionali, su tutti la Dc e il Psi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene quello che affiora dalle pagine di Bonasera e Romano è l&#8217;arrivismo politico, il nepotismo, il clientelismo, l&#8217;incapacità diffusa e conclamata che hanno animato il partito, attuale alleato numero uno del Pdl di Berlusconi, tanto da essere addirittura artefice di un &#8220;patto di ferro&#8221; con lui per governare il Paese. E, di capitolo in capitolo, colpiscono le assurdità, tipiche della Seconda Repubblica e dell&#8217;attualità politica odierna, di cui s&#8217;è fatto protagonista il Carroccio, che, sorto in nome della secessione e dell&#8217;indipendenza della fantomatica Padania, da anni si trova a guidare l&#8217;Italia unita a cui teoricamente dovrebbe essere ostile.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La bufala del secessionismo </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora che, dando voce a chi prima ha abbracciato con entusiasmo il progetto leghista per poi prenderne le distanze, a chi non è riuscito a contenere l&#8217;aperto dissenso nei confronti delle scelte di vertice del partito, vengono fuori le verità nascoste sull&#8217;affermazione dell&#8217;epopea bossiana. I molteplici controsensi e contraddizioni di uno schieramento che, sin dagli esordi sullo scenario settentrionale, coi suoi disegni egemonici nei confronti delle forze autonomiste del nazionalismo veneto, di fatto annesse a quella che all&#8217;inizio era soltanto la Lega lombarda, si è caratterizzato per la pratica di &#8220;predicare bene e razzolare come gli pare&#8221;. Pur potendo contare, oggi, sulla stupefacente dotazione di tre milioni di elettori, i quali hanno espresso il loro consenso nei confronti della sua manifesta xenofobia, finendo per contribuire alla trasformazione della Lega da raggruppamento regionale, attivo solo in alcune aree del Belpaese, a partito che governa tutta l&#8217;Italia, perseguitando i Rom e rimandando in Libia gli immigrati.</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo controsenso è appunto quello che sottolinea Furio Colombo nella sua introduzione: &#8220;Un partito secessionista al governo è un fatto unico&#8221;.  Esso, infatti, si fonda &#8220;sulla secessione, sul disprezzo delle istituzioni italiane, sul vistoso distacco tra gli eventi del mondo e la politica imposta dalla Lega, sul deterioramento precipitoso della immagine italiana, sul non rispetto dei diritti umani o dei fruttati internazionali&#8221;, sotto le insegne della &#8220;Padania, nome politico di una parte dell&#8217;Italia di imprecisata definizione&#8221;. E fa bene ancora l&#8217;ex direttore dell&#8217; &#8220;Unità&#8221;, quando, riecheggiando le ripetute osservazioni di Bonasera e Romano, ricorda che &#8220;in tutte le strutture giuridiche statuali la secessione come proclama e come programma è considerato reato&#8221;. Dappertutto, ma non nell&#8217;Italia delle troppe impunità di questi ultimi anni. E forse, la storia della nostra nazione avrebbe avuto destini diversi se fosse stata messa fuorilegge l&#8217;accolita un po&#8217; cialtrona di camicie verdi, ronde e guardie padane, che oggi formano l&#8217;apparato simbolico del leghismo. Invece, ci siamo ritrovali, come dice Colombo, in “un Paese unito ma governato da ministri secessionisti che dovrebbero essere, legittimamente, sospettati di lavorare al loro progetto, che non è il bene di tutto il Paese, ma quello della divisione, stando nella stanza dei bottoni”.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;anomalia italiana è anche questa. Non è solo quella di avere, da quattordici anni ormai, al timone del governo il monarca assoluto di tv ed editoria, Silvio Berlusconi, sostenuto da Bossi, personaggio a lui del resto speculare, come acutamente evidenziato nel pamphlet “Inganno padano”. Entrambi sono politicanti improvvisati, che hanno fatto dell&#8217;antipolitica il loro carattere predominante, incentrando la loro azione sulla riconosciuta maestria nelle capacità comunicative.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L&#8217;anomalia italiana</strong></p>
<p style="text-align:justify;">A questo punto, verrebbe da chiedersi quali siano le responsabilità della loro irrefrenabile ascesa, se una causa iniziale possa essere individuata nella colpevole sottovalutazione dei due fenomeni appaiati, che, in un breve lasso di tempo, hanno conquistato la maggioranza dell&#8217;elettorato italiano, andando a sottrarre, come nel caso della Lega, larghe fette di voti alla Sinistra, pressoché sparita nell&#8217;odierno Parlamento, in fasce della popolazione prima di suo quasi esclusivo appannaggio, come la classe operaia. Un pensiero particolare dovrebbe essere rivolto alle ragioni per cui è stato dato spazio e legittimazione intellettuale ad un simile movimento, coprendo l&#8217;imbarazzante vuoto di contenuti, l&#8217;incompetenza e la marchiana approssimazione, che finora ha accompagnato i passi in politica degli esponenti del Carroccio.</p>
<p style="text-align:justify;">Forte nell&#8217;imporre leggi, &#8220;che &#8211; spiega sempre Colombo nella sua prefazione al volume &#8211; danno la caccia agli immigrati, abbattono i campi Rom, negano diritti legali e sanitari nelle carceri speciali dette &#8216;Centri di immigrazione e di espulsione&#8217;, dove non ci sono regolamenti e garanzie&#8221;. &#8220;Leggi imposte dalla Lega al Pdl e dal Pdl a Camera e Senato italiani&#8221;, finendo tutti nel &#8220;circolo vizioso del partito  regionale del 10% che governa tramite ricatto &#8211; e senza rapporto con il voto &#8211; il Paese che la Lega vuole spaccare. Il ricatto riguarda la giustizia, ossessione snervante e distruttiva del Premier. Il voto della Lega assicura alla maggioranza il successo nella lotta ai giudici. In cambio la Lega ottiene mano libera.&#8221;. Ma nella disamina del prefatore c&#8217;è posto anche per quanti sono stati incapaci di contrastare adeguatamente il fenomeno leghista, finendo anzi spesso per alimentarlo, rinforzandolo: &#8220;Questo sciagurato modo di governare purtroppo ha incontrato solo un’opposizione sporadica, un’opposizione che non ha mai voluto affrontare l&#8217;insieme del pessimo percorso di lavoro su cui è stato spinto il Parlamento”.</p>
<p style="text-align:justify;">La raffigurazione iconica di Bossi come &#8220;mastino rabbioso&#8221; di Berlusconi appare quanto mai calzante. Completamente perduti nell&#8217;oblio, quindi, gli iniziali propositi secessionisti, rivelatisi soltanto uno strumento per fare la voce grossa e dettare le regole, ottenere ruoli primari nella nomenclatura del potere. Altrettanto dimenticati i programmi giustizialisti, quelli indirizzati al rinnovamento e alla moralizzazione delle pratiche politiche: gli improvvisati leader leghisti &#8220;cumulano due o tre stipendi. In buon numero senatori e deputati leghisti sono sindaci, assessori, consiglieri, a diversi livelli locali. Tutti assumono mogli, figli, mariti, cognati a spese di Roma ladrona&#8221;, osserva Furto Colombo. Che ripropone il quesito decisivo, da rivolgere a tutti, &#8220;destra, sinistra e istituzioni&#8221;: &#8220;Che cosa si sta facendo per salvare l&#8217;integrità di ciò che dai tempi del Petrarca si chiama Italia e che da 150 anni è un Paese unito?&#8221;: II merito principale di &#8220;Inganno padano&#8221; è proprio quello di interrogarsi su questo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Paese a rischio unità</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il pericolo di sancire la definitiva spaccatura della nazione, sotto la spinta di un federalismo iniquo e diseguale, portato avanti senza ostacoli dalla Lega, pur nei suoi aspetti strani, grotteschi e ridicoli, c&#8217;è tutto. Le preoccupazioni vengono innanzitutto dalla crescita quasi esponenziale dei consensi da essa ottenuti, passando dall&#8217;8% delle politiche del 2008, al 10% nelle europee del 2009, fino al 12 % nelle ultime Regionali. Senza dimenticare la maggioranza relativa conquistata in Veneto (al 35%), oltre alla costante affermazione in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, la vittoria seppur contestata in Piemonte del presidente Cota, l&#8217;avvenuto sfondamento nella rossa Emilia Romagna. Si tratta di una questione seria, che non si pre¬sta assolutamente a considerazioni ironiche o meramente folcloristiche. Resta il fatto che il Carroccio è un partito che non dovrebbe esserci, stando al proprio statuto totalmente in contrasto con i dettami della Costituzione italiana. Basta leggere guanto afferma l&#8217;art. 1 del suo statuto: &#8220;Il Movimento politico denominato &#8216;Lega Nord per l&#8217;Indipendenza della Padania&#8217;, costituito da associazioni politiche, ha per finalità il conseguimento dell&#8217;indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana&#8221;, in evidente contraddizione con l&#8217;articolo 5 della nostra Carta costituzionale, che prescrive che la Repubblica è una e indivisibile. Tuttavia, l&#8217;Italia, come viene ribadito di frequente, è &#8220;la terra in cui trova asilo il tutto e il suo contrario&#8221;, chiosa Furio Colombo. È &#8220;sopra ogni altra cosa, la terra in cui tutto è permesso tranne la coerenza”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Da Pontida allo scandalo Credieuronord</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Così, la &#8220;vera storia della Lega Nord&#8221; di Bonasera e Romano si dipana dai primordi dell&#8217;ingresso sulla scena del panorama autonomista settentrionale, con la mai armoniosa coesistenza con la Liga veneta, fino alle storiche adunate di Pontida, alla sua travolgente ascesa politica; attraverso i trasformistici cambiamenti di pelle da movimento di lotta e rivendicazione a forza di governo, dall&#8217;iniziale impatto polemico con il &#8220;mafioso di Arcore&#8221;, Berlusconi, all&#8217;inossidabile reciproco innamoramento, al federalismo ogni tanto tirato fuori, insieme alla minaccia secessionista, per continuare a garantirsi il radicamento e i consensi nell&#8217;elettorato; i &#8220;tagli ectoplasmatici a sprechi e Province&#8221;, nonostante le altisonanti dichiarazioni programmatiche in tutt&#8217;altra direzione, il malcostume, il nepotismo, il clientelismo, divenuto stile diffuso anche tra le camicie verdi, l&#8217;illegalità che adesso sta aprendo squarci ancor più sconcertanti a causa delle provate infiltrazioni mafiose, i buchi ed il vero e proprio crac finanziario che finora hanno accompagnato le iniziative economiche del partito di Bossi, descrivendo un aspetto dell&#8217;Italia odierna che non si può più trascurare. Dentro &#8220;un viaggio breve, per nullo esaustivo ma sorprendete e indicativo all&#8217;interno di una delle più grandi contraddizioni della storia repubblicana degli ultimi trenta anni&#8221;, come scrive, in conclusione, Colombo.</p>
<p style="text-align:justify;">Un libro destinato sicuramente a fare rumore, riuscendo nell&#8217;impresa di destrutturare la mitologia leghista, svelando retroscena volutamente sottaciuti e segreti che non mancheranno di suscitare polemiche e qualche querela. Perché, pur conoscendo tutti le sue figure di riferimento, i principali leader, i programmi, le parole d&#8217;ordine, la sconfinata antologia di slogan politicamente scorretti e la balzana simbologia, puntualmente ricordati dagli autori, si ignorano quasi completamente gli aspetti poco virtuosi che pongono la Lega sullo stesso piano dei peggiori protagonisti della Prima Repubblica. Bonasera e Romano non mancano di proporre ai lettori una succulenta galleria delle frasi e dei gesti eclatanti dei vari Borghezio, Gentilini, Salvini, Speroni, lo stesso &#8220;Senatùr&#8221;, Cota, Zaia ed altri, ma, come detto, ricorrono al contributo di coloro che hanno creduto agli ideali fondativi del movimento, per poi staccarsene, quando dal fervore propagandistico, esso è passato a misurarsi con il potere, cristallizzandosi. E alla fine appaiono più chiare le ragioni di fondo che uniscono ora la Lega, in un patto d&#8217;acciaio, al partito-non partito di Silvio Berlusconi. Ragioni di ovvia opportunità e reciproca sopravvivenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Come pure viene condotto alla luce il volto nascosto del sedicente movimento secessionista, il quale, dietro all&#8217;apparenza efficientista e &#8220;celodurista&#8221;, cela una faccia arruffona e affaristica. Essa si manifesta nella rozzezza e volgarità del linguaggio, nel parlare a vanvera di una mitica ed inesistente entità padana, nella riduzione della politica a chiacchiericcio da osteria, nell&#8217;ossessiva e petulante difesa degli interessi del proprio territorio come se fosse un affare privato. Con le camicie e i fazzoletti verdi che non possono non ricordare altre camicie di colore più cupo, gli attacchi ai diversi comunque essi siano (omosessuali, rom, africani, asiatici, ecc.), nelle tante manifestazioni di dubbio gusto come gli elmi cornuti, l&#8217;ampolla d&#8217;acqua del dio Po ed altre simili idiozie. In una continua messinscena cialtronesca che, volta a rafforzare la presunta identità di solo una parte della popolazione italiana, nasconde un clamoroso deficit di idee e progetti per risolvere i problemi reali, pur ostinandosi a voler parlare alla pancia dell&#8217;elettorato.</p>
<p style="text-align:justify;">Il quadro, confermato dall&#8217;apprezzabile lavoro di ricerca, costituito da &#8220;Inganno padano&#8221;, è quello della complessiva decadenza del Nord d&#8217;Italia illuminato, tollerante e industrioso, aspetto emblematico del più generale declino dell&#8217;intero Occidente, a cui contribuisce il marcio sotteso ai comportamenti istrionici degli emuli di Alberto da Giussano. Attraverso le parole di ex militanti della Lega da lungo tempo fuoriusciti o forzatamente allontanati, veniamo a sapere di operazioni finanziarie mal condotte che sono costate fior di quattrini a tanti ingenui militanti, di imbrogli pagati con i soldi pubblici, di amorali pratiche familistiche, di meschine gelosie e rivalità indegne di un partito che agli inizi voleva ripulire il costume politico nazionale. Si spiegano i repentini mutamenti d&#8217;opinione di Bossi. La storia quasi pirandelliana dell&#8217;alleanza tra lui e Berlusconi, in cui la concessione di un prestito per il pagamento di un debito non soluto, col rischio di finire in carcere per bancarotta fraudolenta, sottintende una mutua propensione al ricatto, declinata ora attraverso l&#8217;accordo inossidabile. Tutto il resto: lo Stato, i cittadini, il federalismo, sempre ammesso che sia questa la vera soluzione dei mali dell&#8217;Italia, la Padania indipendente sono soltanto bufale, abilmente centellinate per tenere stretti a sé i propri elettori. Quello più conta, anche per i seguaci di Bossi, è l&#8217;impunità e il tornaconto per sé, per i loro parenti e gli amici più stretti.</p>
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		<title>In libreria: Dora Angela Ruvolo, CORRADINO, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 9,90 (ISBN 978-88-95709-72-7)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 12:54:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vita scorre sempre uguale fra i campi. Ma i una giornata come tante altre Corradino di Svevia – grondante di sangue e in pericolo di vita – fa irruzione in casa di una famiglia di contadini ignari, fino a quel momento, delle vicende politiche che si stanno consumando in Sicilia. Un romanzo avvincente, raccontato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=196&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000080;font-family:Garamond;font-size:medium;">La vita scorre sempre uguale fra i  campi. Ma i una giornata come tante altre Corradino di Svevia – grondante di  sangue e in pericolo di vita – fa irruzione in casa di una famiglia di contadini  ignari, fino a quel momento, delle vicende politiche che si stanno consumando in  Sicilia. Un romanzo avvincente, raccontato dalla voce di una giovane che, dopo  la morte di Corradino, è portata – da se stessa e dagli eventi – a nascere e  morire tante volte, a spendersi, pur non essendo Siciliana, nella lotta contro  gli Angioini insieme alle fiere donne di Messina. Per ogni battaglia vinta,  Costanza indossa il guanto che Corradino le ha lanciato prima di morire, e con  questo fa suonare a festa le campane. Un punto di vista originale, in cui si  intrecciano sentimenti corali e inconfessabili introspezioni, fa di questa  vicenda un romanzo storico e, insieme, un intenso percorso di formazione. </span></p>
<p><span style="color:#000080;font-family:Garamond;font-size:medium;">Dora Angela Ruvolo è nata e vive a  Palermo. “Sono nata il 29 febbraio di un anno bisestile, motivo per cui pur  essendo nonna di quattro nipoti non ho ancora raggiunto la maggiore età – scrive  di se stessa –. So comunque di essere nata nell’anno del Drago di ferro e sotto  il segno dei Pesci e nell’ora della Pecora. Ancora non mi capacito d’essere  mortale: è l’unico vero problema che non saprò mai risolvere. Se avessi potuto  scegliere, credo che avrei evitato di nascere donna e qui: non che mi sia andata  proprio male, ma troppe cose della mia reale condizione non mi  appartengono.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=196&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Politici a luci rosse &#8211; L’onorevole sadomaso</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 09:16:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿(L’Espresso, 14 ottobre 2010) Pratiche sadomaso spiattellate in un libro assai indiscreto. Intitolato “Buttana di lusso. Confessioni di una escort”, edizioni La Zisa. Al politico siciliano ivi descritto (ma non nominato) non è proprio andata giù. Davvero troppo, leggere del tanga in lattice e della maschera di pelle «simile a quella di Hannibal the Cannibal», [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=191&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/10/cannizzaro_cop_buttana-di-l.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-193" title="Cannizzaro_cop_Buttana-di-l" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/10/cannizzaro_cop_buttana-di-l.jpg?w=108&#038;h=150" alt="" width="108" height="150" /></a>﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿(L’Espresso, 14 ottobre 2010)</p>
<p style="text-align:justify;">Pratiche sadomaso spiattellate in un libro assai indiscreto. Intitolato “Buttana di lusso. Confessioni di una escort”, edizioni La Zisa. Al politico siciliano ivi descritto (ma non nominato) non è proprio andata giù. Davvero troppo, leggere del tanga in lattice e della maschera di pelle «simile a quella di Hannibal the Cannibal», del frustino, delle sculacciate («Picchiami, sono un bambino cattivo!») e delle pratiche di calpestamento subite da «stivaloni con tacco 14».</p>
<p style="text-align:justify;">Pettegolezzi così piccanti da scatenare i palazzi del potere palermitano. Così, nei giorni scorsi, il politico, strenuo difensore della morale cattolica, ha fatto arrivare un avvertimento alla casa editrice. «Ci ha fatto sapere che abbiamo perso un amico e che d’ora in poi ci avrebbe ostacolato in ogni modo», racconta il direttore editoriale Davide Romano. «Ma noi non abbiamo amici. Se si ritiene danneggiato, ci porti in tribunale. Ma dovrà dimostrare che abbiamo mentito». Naturalmente, alla presenza della escort.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/191/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=191&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In Libreria &#8211; Alba Coglitore, Profumo di Casa.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 13:50:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stanca di stare in attesa di un uomo che non le da che briciole, dopo tanto tempo Laura decide di tornare a casa per le feste di Natale. Un viaggio emozionante, alla ricerca delle radici più profonde, di quegli indissolubili legami familiari che, in Sicilia più che altrove, sono inequivocabilmente legati alla condivisione del cibo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=185&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/09/coglitore_profumo-di-casa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-186" title="Coglitore_Profumo di casa" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/09/coglitore_profumo-di-casa.jpg?w=109&#038;h=150" alt="" width="109" height="150" /></a>Stanca di stare in attesa di un uomo che non le da che briciole, dopo tanto tempo Laura decide di tornare a casa per le feste di Natale. Un viaggio emozionante, alla ricerca delle radici più profonde, di quegli indissolubili legami familiari che, in Sicilia più che altrove, sono inequivocabilmente legati alla condivisione del cibo. Un percorso attraverso luoghi e fogli di ricette che, come una storia ininterrotta, si tramandano di madre in figlia. Profumo di casa è un romanzo e insieme un libro di ricette, attraverso il quale Alba Coglitore ripercorre le tappe di un rapporto unico, quello che lega il cibo e i rapporti autentici.</p>
<p>Nata a Palermo, <strong>Alba Coglitore </strong>è un’insegnante in pensione. Di se stessa dice: «Mi sembra d’essere nata e cresciuta a scuola. Prima tra i banchi. Poi di fronte. Dovrei odiare i libri, invece il loro profumo m’inebria». Oggi si dedica alle sue passioni: fare la turista nella propria città, leggere e scrivere racconti. Senza dimenticare, naturalmente, quella di sfogliare un libro di ricette e di prepararne qualcuna.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/185/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=185&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In libreria &#8211; Anna Maria Bruno, “La scuola è finita”</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 13:37:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esami di Stato. Chiara, ci si è trovata quasi per caso. Prima ha cercato debolmente di tirarsi indietro, poi ha ceduto. Ma in fondo voleva esserci, non se la sentiva di abbandonarle proprio ora, le sue alunne, in un momento così determinante della loro vita. Non aveva mai fatto esami prima né sapeva cosa significasse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=180&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/09/bruno_la-scuola-e-finita.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-182" title="Bruno_La-scuola-è-finita" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/09/bruno_la-scuola-e-finita.jpg?w=107&#038;h=150" alt="" width="107" height="150" /></a>Esami di Stato. Chiara, ci si è trovata quasi per caso. Prima ha cercato debolmente di tirarsi indietro, poi ha ceduto. Ma in fondo voleva esserci, non se la sentiva di abbandonarle proprio ora, le sue alunne, in un momento così determinante della loro vita. Non aveva mai fatto esami prima né sapeva cosa significasse essere membro interno. Lina Anselmi glielo aveva ventilato: «Questi che vengono da fuori? Quante arie! Tutti con la puzza sotto il naso a denigrare prima di tutto i nostri programmi, che sono striminziti, poi i nostri alunni che sono asini, e tà e tà, un colpo qua e un colpo là a giudicare, a criticare mentre loro hanno fatto programmi megagalattici e hanno alunni eccellenti…»<br />
Un libro, questo, che rivela gli scandalosi retroscena della scuola. Un caso, purtroppo meno raro di quanto si possa immaginare, in cui l’esame di stato diventa desolante luogo di scontro, coagulo esplosivo di tensioni, insoddisfazioni, rancori, vincoli clientelari, competizioni di vario genere. Caso che s’inserisce in un quadro ben più ampio di mediocrità e approssimazione nel quale anche la mala sanità siciliana fa la sua parte.<br />
Romanzo di indubbia originalità per la novità dei contenuti, il profilo critico e lo stile serrato, vivace e di brillante smalto, condito da una pungente e trainante ironia.</div>
<p>Anna Maria Bruno è nata nel 1971 ad Agrigento. Si è laureata in lettere classiche presso l’Università degli studi di Palermo, dove ha anche conseguito il dottorato di ricerca. Oggi insegna in un liceo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/180/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=180&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ugo Pettenghi, “La grande crisi del ’29. Una storia che si ripete”, Prefazione di Nino Amadore, Con una nota di Michelangelo Bellinetti, Edizioni La Zisa, pp. 80, euro 9,90</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lazisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[“La grande crisi del ‘29” ripropone una pagina complessa, e quanto mai attuale, della storia americana. Il 1929 e la crisi di Wall Street non rappresentano solo una macchia luttuosa della storia contemporanea, ma anche la prima vera incrinatura di un sistema considerato perfetto. Spesso i libri che parlano di storia e si danno aria [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=177&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/08/pettenghi_la-grande-crisi29.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-178" title="Pettenghi_La grande crisi29" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/08/pettenghi_la-grande-crisi29.jpg?w=107&#038;h=150" alt="" width="107" height="150" /></a>“La grande crisi del ‘29” ripropone una pagina complessa, e quanto mai attuale, della storia americana. Il 1929 e la crisi di Wall Street non rappresentano solo una macchia luttuosa della storia contemporanea, ma anche la prima vera incrinatura di un sistema considerato perfetto. Spesso i libri che parlano di storia e si danno aria di “saggi” finiscono per diventare noiosi. Sicuramente questo non è il caso del libro di Ugo Pettenghi, che con uno stile semplice e discorsivo porta il lettore a immedesimarsi con i piccoli risparmiatori. Pettenghi, cronista di altri tempi, non spiega ma racconta ,attraverso gli occhi abbagliati di tanti americani, la fine di un sogno chiamato capitalismo. Durante il mandato di Hoover la borsa, gonfiata da titoli fantasma e da falsi bilanci, tracolla il 24 ottobre 1929, lasciando il “paese dei miracoli” con milioni di disoccupati, migliaia di aziende chiuse e tanti risparmiatori sul lastrico. L’occhio del cronista focalizza la sua attenzione sui cittadini americani, su come fossero diventati patiti di Wall Street e del suo gioco, unico svago legale al tempo, visto il proibizionismo. Di come fossero pronti a vendersi per le strade, dopo aver scoperto che le proprie azioni erano diventate pezzi di carta senza alcun valore. Ma come ricorda Pettenghi “… quasi sempre lo schiavo bianco restava senza compratore…”. Il disastro del 1929 non si limita all’America, ma trascina dietro di sé un’Europa distratta e piena di debiti, che porterà al trionfo Hitler e Mussolini. Non manca una critica di sottofondo alla fine del libro, che Pettenghi dedica alle vicende di Sam Insull, unica testa considerata responsabile del crollo del 1929: un uomo inseguito per anni dalle forze dell’ordine americane, con due milioni di nemici lasciati in patria. Tuttavia questo libricino lascia l’amaro in bocca per un altro motivo, e cioè che leggendolo sembra di ascoltare un telegiornale recente. Nella speranza che l’uomo faccia la storia, ma che la memoria faccia l’uomo.<br />
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad &#8220;Addiopizzo&#8221; e a &#8220;Libera&#8221; di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati &#8220;pizzo free&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Ugo Pettenghi, “La grande crisi del ’29. Una storia che si ripete”, Prefazione di Nino Amadore, Con una nota di Michelangelo Bellinetti, Edizioni La Zisa, pp. 80, euro 9,90</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/177/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=177&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 14:01:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lazisa.wordpress.com/2010/08/24/intervista/"><img src="http://img.youtube.com/vi/dXiNT19zoOc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/173/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/173/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=173&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SALVATORE GIULIANO: IL GIALLO RACCONTATO IN TRE LIBRI (UNO DEI QUALI PUBBLICATO DALLA ZISA) DIVERSE LE SOLUZIONI: NELLA TOMBA UN SOSIA O SOLO SPECULAZIONI</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 14:01:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giuliano: tre libri di siciliani dedicati al &#8216;segreto&#8217; morte Due libri pubblicati da concittadini di Giuliano in tempi recenti e uno, il piu&#8217; sconcertante e al contempo interessante, pubblicato da uno scrittore di Castelvetrano. Sono i libri, ben poco conosciuti al grande pubblico (due pubblicati in proprio) che toccano il tema del &#8216;segreto&#8217; della morte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=169&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/08/giuliano1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-170" title="giuliano1" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/08/giuliano1.jpg?w=103&#038;h=150" alt="" width="103" height="150" /></a>Giuliano: tre libri di siciliani dedicati al &#8216;segreto&#8217; morte Due libri pubblicati da concittadini di Giuliano in tempi recenti e uno, il piu&#8217; sconcertante e al contempo interessante, pubblicato da uno scrittore di Castelvetrano. Sono i libri, ben poco conosciuti al grande pubblico (due pubblicati in proprio) che toccano il tema del &#8216;segreto&#8217; della morte di Salvatore Giuliano. A Castelvetrano ha pubblicato il suo libro a proprie spese Luigi Simanella che sostiene attraverso una stringente analisi che Giuliano, come sostenuto da tanti negli anni , sarebbe fuggito a New York. &#8216;L&#8217;uomo che giace nella tomba di Giuliano e&#8217; un sosia&#8217;, dice. &#8216;Da una disamina dei fatti, delle molte testimonianza raccolte, dai verbali delle forze dell&#8217;ordine e dai due colloqui che ho avuto con l&#8217;avvocato De Maria, nel cui cortile mori&#8217; ufficialmente Giuliano oltre che con il nipote, Giuseppe Sciortino Giuliano, emergono verita&#8217; contrastanti. Ho incontrato a New York Giacomo Caiola che mi ha raccontato che Giuliano e&#8217; stato ucciso a Monreale la notte tra il 3 e il 4 luglio, per mano di Nunzio Badalamenti che guidava un commando composto Mommo Vittorini, Nitto Minasola e Gaspare Pisciotta. Il cadavere fu poi portato a Castelvetrano. Anche questa versione pero&#8217; non trova riscontro con le informazione che ho avuto. Giuliano quella notte rimase vivo e con l&#8217;aiuto dei servizi Usa ando&#8217; negli Usa grazie a Mike Stern, l&#8217;uomo chiave della strage di Portella della ginestra del 1947. Giuseppe Mazzola, figlio di un componente della banda, ha pubblicato due libri: uno dedicato alla &#8216; Verita&#8217; sulla morte di Salvatore Giuliano&#8217;, l&#8217;altro alla mafia e al banditismo. &#8216;Qui da noi era come il Libano. Molti stenteranno a credere cosa e&#8217; stato fatto a questo Paese. Mio padre era della banda e ho scritto solo dopo la sua morte&#8217;. Mazzola e&#8217; molto scettico sulla vicenda del sosia. &#8216; Da sempre &#8211; dice &#8211; si e&#8217; speculato sulla vera o presunta morte perche&#8217; a qualcuno e&#8217; convenuto mantenere un alone di mistero per mitizzare il personaggio. Purtroppo fanno sempre notizia il &#8216;falso&#8217; o le ricostruzioni fantasiose, mentre spesso viene occultata la verita&#8217;, perche&#8217; questa fa sicuramente male a chi detiene il potere. Non capisco, dopo 60 anni, a chi possa giovare rimettere in discussione una delle poche certezze che abbiamo. L&#8217;Ufficiale di Stato Civile del Comune di Montelepre, che ben conosceva Giuliano, ne ha riconosciuto ufficialmente la salma al Cimitero di Castelvetrano dopo avere riscontrato una leggera cicatrice al labbro superiore, a lui ben nota, causata, dopo un&#8217;accesa discussione al tavolo di biliardo, da un colpo di stecca. Il quasi contemporaneo svenimento della madre alla vista del cadavere nudo del figlio, ne confermo&#8217; l&#8217;autenticita&#8217;. D&#8217;altronde, Giuliano sapeva fin troppo per restare vivo e non potevano rischiare di destabilizzare il Governo. A che pro il doppio cadavere? Per non fare scoprire che era stato drogato? Pietro Pisciotta, per giustificare l&#8217;azione del fratello Gaspare, disse testualmente a mio padre, capo mafia di Montelepre in quegli anni e alla mia presenza, che &#8216;suo fratello, con quello che aveva fatto, aveva salvato la Sicilia&#8217;. Salvatore Badalamenti e&#8217; anche lui di Montelepre e ha pubblicato con La Zisa un bel libro: “Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano”. Anche lui storce il naso sulla vicenda del sosia e del cadavere doppio. &#8216; Il corpo senza vita che i giornalisti hanno fotografato nel cortile Mannone ( e poi all&#8217;obitorio di Castelvetrano) sotto casa dell&#8217;avvocato De Maria e&#8217; proprio quello del &#8216;sire di Montelepre&#8221;, dice Badalamenti. &#8216;Sarebbe stato insensato, e contro qualsiasi logica, lasciare in giro (magari con false generalita&#8217;) questa pericolosissima bomba ad orologeria. Alcune teste coronate, alcuni inquilini dei piani alti del Palazzo, sarebbero dovuti vivere con questa, perenne, spada di Damocle sulla testa. Impensabile: non sta ne&#8217; in cielo, ne&#8217; in terra&#8217;. I morti hanno il diritto di riposare in pace. Persino il bandito Giuliano. Se si vuole riaprire il &#8216;caso Giuliano&#8217; (cosa quanto mai opportuna) non e&#8217; dalla sua morte che bisogna ripartire&#8217;. (ANSA).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lazisa.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lazisa.wordpress.com/169/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=169&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione &#8220;Ego Rosalia&#8221; giovedì 17 giugno, alle ore 18</title>
		<link>http://lazisa.wordpress.com/2010/06/09/presentazione-ego-rosalia-giovedi-17-giugno-alle-ore-18/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lazisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  La S.V. è invitata alla presentazione del saggio di Giancarlo Santi   “Ego Rosalia. La Vergine palermitana tra santità ed impostura”   Edizioni La Zisa www.lazisa.it (pp. 448; euro 25,90;  ISBN 978-88-95709-47-5)   che avrà luogo giovedì 17 giugno, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di via Cavour 133, a Palermo   Ne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lazisa.wordpress.com&amp;blog=8520307&amp;post=164&amp;subd=lazisa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align:center;"><em>La S.V. è invitata alla presentazione del saggio di Giancarlo Santi</em></p>
<p style="text-align:center;"><em> </em></p>
<h2 style="text-align:center;">“Ego Rosalia. La Vergine palermitana tra santità ed impostura”</h2>
<p style="text-align:center;"><strong><em></em></strong> <a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/06/santi-ego-rosalia.gif"><img class="size-medium wp-image-165 aligncenter" title="Santi-Ego Rosalia" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/06/santi-ego-rosalia.gif?w=215&#038;h=300" alt="" width="215" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><em>Edizioni La Zisa</em></p>
<p style="text-align:center;"><em><a title="http://www.lazisa.it/" href="http://www.lazisa.it/">www.lazisa.it</a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em>(pp. 448; euro 25,90;  ISBN 978-88-95709-47-5)</em></p>
<p style="text-align:center;"><em> </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>che avrà luogo giovedì 17 giugno, alle ore 18,</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>presso la libreria Feltrinelli di via Cavour 133, a Palermo</em></p>
<p style="text-align:center;"><em> </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Ne discuteranno con l’autore il giornalista Salvatore Falzone</em></p>
<p style="text-align:center;"><em> e lo storico Francesco Michele Stabile.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">Il titolo del saggio è stato suggerito dalle due parole che danno inizio all’iscrizione incisa da santa Rosalia nella grotta della Serra Quisquina, eremo in cui, secondo la leggenda, la romita visse a lungo prima di trasferirsi nella più nota cavità del Monte Pellegrino. Attraverso il nome Sinibaldi, la terza parola dell’iscrizione, il gesuita Giordano Cascini riuscì nel ‘600 a ricostruire alcuni tratti della sconosciuta vita della Santa, soprattutto la sua discendenza da Carlo Magno. Per avvalorare l’autenticità dell’incisione, Cascini raccontò nella sua celebre opera, Di Santa Rosalia Vergine Palermitana, come avvenne la casuale scoperta del graffito da parte di due muratori palermitani. La narrazione di Cascini ha fatto storia divenendo una diffusa e radicata credenza garantita dalla Compagnia di Gesù. Da sempre tuttavia sono stati avanzati dubbi sulla veridicità dell’iscrizione, l’unico documento che prova la storicità di Rosalia “Sinibaldi”. L’ipotesi del falso è sostenuta in una coraggiosa opera, Santa Rosalia nella storia e nell’arte di monsignor Paolo Collura, che sin dal suo apparire, nel 1977, ha suscitato molte polemiche ma ha pure segnato una svolta negli studi rosaliani. Nel 1988 Valerio Petrarca ha poi colmato alcune lacune del discorso di Collura individuando non solo un realistico artefice dell’impostura ed il suo movente, ma chiarendo anche il contesto storico e devozionale in cui sarebbe maturato il sospettato imbroglio. Con la suggestiva ricostruzione di Petrarca, l’affaire Quisquina diventa un autentico romanzo giallo in cui si narra di un intrigo palermitano inatteso e sconcertante. Se risultasse provato per via documentale quanto ipotizza lo studioso, ovvero che l’iscrizione fu incisa dalla Compagnia di Gesù per costruire una degna Patrona di Palermo, ci troveremmo innanzi al più clamoroso falso religioso del ‘600 siciliano. L’incisione della Quisquina, ritenuta da alcuni una impostura e da altri un indelebile segno della santità di Rosalia, è dunque l’ambigua protagonista della ricerca qui condotta.  Quanto c’è di attendibile nelle affermazioni di chi sostiene l’autenticità del graffito e di chi invece ne denunzia la falsità? I fatti che portarono alla sua avventurosa scoperta si svolsero davvero nel modo in cui sono stati raccontati dai gesuiti? E se alla Quisquina si perpetrò un falso, chi fu il colpevole? L’Autore trova le difficili risposte in un inedito manoscritto della Biblioteca Comunale di Palermo riuscendo così a colmare un secolare vuoto negli studi rosaliani. Ego Rosalia si svolge come un’intrigante <em>detective story</em> in cui, partendo dal dubbio, si indaga per svelare l’enigma nascosto nell’iscrizione. Ben documentato e di facile lettura, il saggio si rivolge sia allo studioso, sia al lettore interessato ai segreti che si celano nella sfuggente vicenda di Rosalia “Sinibaldi”, illusoria immagine creata dagli uomini, caricatura della poco conosciuta ma storica santa Rosalia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Giancarlo Santi</strong>, nato a Siracusa nel 1946, vive a Catania; giornalista pubblicista, ha collaborato con <em>il Touring Club Italiano</em>, con la terza pagina del quotidiano <em>La Sicilia</em> e con varie riviste scrivendo di feste popolari, di tradizioni religiose, di itinerari culturali siciliani. Nel 2001 ha pubblicato <em>La strada</em><em> dei Santi, viaggio sentimentale per le feste religiose di Sicilia.</em> Si interessa di speleologia ed è coautore dei libri <em>Le grotte del territorio di Melilli</em> (1997) edito dal Comune di Melilli e <em>Dentro il Vulcano, le grotte dell’Etna</em> (1999) edito dall’Ente Parco dell’Etna.</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
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		<title>LIBRI: LA VERITA&#8217; SUL 2012, NON CI CREDEVANO NEMMENO I MAYA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 07:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lazisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/05/2012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-160" title="2012" src="http://lazisa.files.wordpress.com/2010/05/2012.jpg?w=216&#038;h=300" alt="" width="216" height="300" /></a>LIBRI: LA VERITA&#8217; SUL 2012, NON CI CREDEVANO NEMMENO I MAYA</p>
<p>(NOTIZIARIO SCIENZA E TECNICA) (ANSA) &#8211; ROMA, 26 MAG &#8211; Mentre dilagano i dubbi su cosa potrebbe accadere il 21 dicembre 2012, dal web alla tv, ecco che forse arriva l&#8217;attesa risposta: nemmeno gli stessi Maya consideravano la data cosi&#8217; funesta. A fugare ogni timore e&#8217; il libro di Walter Ferreri, astronomo dell&#8217;Osservatorio di Torino dell&#8217;Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) &#8216;La verita&#8217; sul 2012&#8242; (edizioni La Zisa, 122 pagine).</p>
<p>Ferreri affronta tutti i temi circolanti attorno alla fatidica data, smontandoli a uno a uno con gli strumenti della scienza e con richiami al buon senso. I Maya, spiega l&#8217;autore, della data ne parlano in un&#8217;unica stele, trovata nello Stato messicano del Tabasco, ma vi fanno riferimento semplicemente come alla fine di un periodo, come per noi il 31 dicembre e&#8217; la fine di un anno. Non lo interpretavano, dunque, in senso negativo, ne&#8217; tantomeno come la fine del mondo. Addirittura, aggiunge l&#8217;autore, in un&#8217;altra stele dei Maya si fa riferimento alla celebrazione dell&#8217;anniversario dell&#8217;ascesa al trono del re Pacal, previsto per il nostro anno 4000 o giu&#8217; di li&#8217;, ipotesi che conferma la continuita&#8217; del calendario.</p>
<p>La fine del mondo, commenta Ferreri, &#8216;e&#8217; gia&#8217; stata predetta piu&#8217; volte e ogni volta chi l&#8217;ha profetizzata e&#8217; stato clamorosamente smentito. Nel 2012 non ci sara&#8217; nemmeno l&#8217;allineamento dei pianeti, tanto caro ad alcuni: anzi, saranno molto sparsi. E non e&#8217; previsto alcun avvenimento astronomico particolare, strano o insolito, se non il passaggio di Venere davanti al Sole, che si verifichera&#8217; pero&#8217; il 6 giugno, e non sara&#8217; altro che un bello spettacolo&#8217;.</p>
<p>L&#8217;unico dubbio forse arriva dagli asteroidi: c&#8217;e&#8217; una remota possibilita&#8217; che Apophis possa colpirci, spiega l&#8217;astrofisico, autore della scoperta di almeno 40 asteroidi, &#8216;ma stiamo comunque parlando del 2036&#8242;. Comunque, aggiunge, &#8216;si tratta di un oggetto molto piccolo che, nel caso estremamente improbabile dovesse impattare la Terra (meno di una probabilita&#8217; su centomila), farebbe un danno in una regione molto circoscritta, pari a circa un centesimo della superficie italiana&#8217;.</p>
<p>Per l&#8217;autore non c&#8217;e&#8217; da preoccuparsi neppure per il massimo di attivita&#8217; solare atteso nel 2012, con eruzioni solari e tempeste magnetiche minacciose per i nostri mezzi di comunicazione: i catastrofisti sono stati smentiti anche su questo, perche&#8217; il Sole, particolarmente &#8216;pigro&#8217; negli ultimi mesi, ha rallentato il ritmo del suo ciclo. Di conseguenza ora il massimo solare e&#8217; previsto nel 2013.(ANSA).</p>
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