Pubblicato da: lazisa | novembre 12, 2010

In libreria: Dora Angela Ruvolo, CORRADINO, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 9,90 (ISBN 978-88-95709-72-7)

La vita scorre sempre uguale fra i campi. Ma i una giornata come tante altre Corradino di Svevia – grondante di sangue e in pericolo di vita – fa irruzione in casa di una famiglia di contadini ignari, fino a quel momento, delle vicende politiche che si stanno consumando in Sicilia. Un romanzo avvincente, raccontato dalla voce di una giovane che, dopo la morte di Corradino, è portata – da se stessa e dagli eventi – a nascere e morire tante volte, a spendersi, pur non essendo Siciliana, nella lotta contro gli Angioini insieme alle fiere donne di Messina. Per ogni battaglia vinta, Costanza indossa il guanto che Corradino le ha lanciato prima di morire, e con questo fa suonare a festa le campane. Un punto di vista originale, in cui si intrecciano sentimenti corali e inconfessabili introspezioni, fa di questa vicenda un romanzo storico e, insieme, un intenso percorso di formazione.

Dora Angela Ruvolo è nata e vive a Palermo. “Sono nata il 29 febbraio di un anno bisestile, motivo per cui pur essendo nonna di quattro nipoti non ho ancora raggiunto la maggiore età – scrive di se stessa –. So comunque di essere nata nell’anno del Drago di ferro e sotto il segno dei Pesci e nell’ora della Pecora. Ancora non mi capacito d’essere mortale: è l’unico vero problema che non saprò mai risolvere. Se avessi potuto scegliere, credo che avrei evitato di nascere donna e qui: non che mi sia andata proprio male, ma troppe cose della mia reale condizione non mi appartengono.


Risposte

  1. “Il fratello schizofrenico” di Giulio Giallombardo

    (“La Repubblica”, 2 gennaio 2011)

    Il conflitto crudele con la nostra alterità, la lotta senza tregua con i
    fantasmi che si agitano nella coscienza, ma anche il coraggio di
    attraversare le “ombre” per imparare a convivere con loro. Di questo parla
    “Terzapersona”, il primo romanzo del noto avvocato Ennio Tinaglia, edito da
    La Zisa.

    L’autore s’ispira alla sua esperienza di vita per raccontare la storia di
    Giorgio e del fratello Saverio, affetto da schizofrenia. Un rapporto
    conflittuale ed estremo, descritto senza falsi moralismi e sincero fino a
    diventare brutale. I due fratelli crescono insieme e imparano, lentamente, a
    riconoscere le loro diversità, attraverso ambigue dinamiche relazionali. Il
    confine tra l’essere sano e lo stato di malattia appare labile ed incerto, e
    i due personaggi scoprono, in modi diversi, di aver in fondo bisogno l’uno
    dell’atro.

    Ma il prezzo da pagare è alto, la “cambiale” di una vita, come dice Giorgio,
    prima o dopo deve essere saldata. Questo accade irrimediabilmente dopo la
    morte del padre, che lascia al protagonista l’eredità di una famiglia
    difficile da gestire, con il fratello sempre più attanagliato dal male e la
    madre vittima della sua fragilità. Il racconto procede inesorabile dall’infanzia
    alla maturità, fino ad una sorta di lieto fine che sa più di tregua dopo una
    guerra. La scrittura è fluida e senza orpelli, lo stile asciutto e diretto,
    mentre il ritmo serrato tiene viva la storia infondendo ad ogni pagina la
    giusta tensione tragica, senza mai sfiorare l’eccesso retorico. Un lucido ed
    intenso diario di famiglia.

    Ennio Tinaglia, “Terzapersona”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 9,90


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